Sep 9

My summer playlist

Category: Music

Niente tormentoni estivi, dischi che ho ascoltato con piacere questa estate mentre carmen si ubriacava nel sole di Valencia e io chino su Libri e Pc (o Mac).

The Rakes - Capture/ Release

Concentrato catchy sound puro stile inglese, riff fighi e giri di basso che ti prendono.

Il valore aggiunto lo fa il cantante con quel suo accento così schifosamente inglese  da fare  invidia anche al principe Carlo.

Da avere : “Retreat”, “We are all animals”, “Work, Work, Work (Pub, Club, Sleep)”.

Niente musica da sentire quando sei solo in casa e da evitare anche con IPOD e motorino onde evitare incidenti da piede che va a ritmo.

Evitate pure i dischi successivi, non credo sentiremo parlare ancora di loro, ma questo disco gli è venuto proprio bene.

Ex-Otago - Tanti Saluti

Fare un disco intero parlando di cazzate non è semplice, ma nemmeno scontato quanto farlo di amori volati via o tradimenti dei vostri corrispettivi demonii.

Gli Ex-Otago vi cantano di Amato il fruttivendolo (in inglese) e del Cane di uno dei componenti che presumo sia andato all’altro mondo, loro sono così ti cantano di cose semplici, perchè in estate alla fine puoi ascoltare cazzate con un alibi e startene a cuore leggero.

Bei arrangiamenti e coretti  poprio da summer time, bravi e si prendono poco sul serio tanto da aver fatto la Cover di “the Rythm of the night” di Corona.

Chissà che fine ha fatto lei, e che fine faranno loro…

Kavinsky - Teddy Boy EP

Bella musica elettronica, fatta bene il french touch torna, qualche nota lunga che ricorda (vagamente) Vangelis ma più da ballare, poi se ei malato ci lavori (tipo io) o ci vai a lavoro (tipo gli ultimi pirati della strada).

Da ascoltare o scaricare “Grand Canyon”e “Dead Cruiser”.. ecco il sound sembra quello delle musiche iniziali dei telefilm americani anni 80/90 tipo Automan, stessi campionamenti insomma, lontano dai Jutice ma sempre stesso produttore (Ed Banger Records).

Solo a chi piace la musica elettronica, sia chiaro. Da seguire, magari diventa il nuovo fenomeno e ve lo siete perso.

Arctic Monkeys - HumBug

Me lo sono tenuto alla fine per un sacco di ragioni, è il disco meno estivo di tutti, il più difficile su cui posso scrivere , sono come il tuo primo amore e fa sempre un pò strano scrivere di loro.

Se cercate una copia dei due precedenti non compratelo (vedi tutti i dischi degli Oasis) , se volete un gruppo che pian piano si modella con i pensieri e la crescita della band e dei progetti paralleli (Last Shadow Puppets su tutti )allora compratelo.

Non vi piacerà al primo ascolto, questo è previsto, lo troverete diverso, e anche questo è previsto, ma dategli  un pò di tempo sentitevelo e risentitelo come la compagna del liceo che scoprite essere bellissima solo all’ultimo anno (quando è chiaramente troppo tardi) come nei film della domenica pomeriggio di Italia 1.

A me le tracce piacciono tutte, “Crying Lightning” piacerà a tutti… le altre le apprezzerete e poi le metterete nella vostra playlist con nomi smelensi o idioti come ho fatto io (o magari siete più intelligenti).

Questo cambio di direzione netto e imprevisto (se avete una macchina da soldi ci pensate 2 volte a cambiare stile musicale  nonchè taglio di capelli) lo apprezzo e lo ascolto, a tutti quelli che non piace ci sono sempre i loro vecchi dischi da ascoltare tutte le volte che volete.

Un solo neo. La copertina è inguardabile.. ma li possiamo perdonare.

Il vostro peggior Red Ronnie.

1 Comment so far

  1. Tony Clifton September 9th, 2009 9:56 am

    quoto sul primo dei rakes.
    quoto anche sul fatto che gli altri due fanno pena e che un disco come capture/release non lo faranno più.
    Quello degli otaghi non l’ho ascoltato,ma non mi sono mai piaciuti più di tanto.
    Kavinsky non l’ho mai sentito nominare,ma potrebbe anche piacermi,nonostante io preferisca le chitarre ai computer.
    Su Humbug hai detto ciò che penso io:al primo ascolto ho detto “che schifo”,dopo il secondo ho deciso che lo avrei comprato originale (l’ho fatto sabato). Si sente MOLTISSIMO la produzione di Josh Homme (es.:il solo di Crying Lightning e le voci all’inizio di Dangerous Animals,decisamente molto “desertiche” in classico stile QOTSA e Desert Session),si sono americanizzati,ma questo è un disco fuori dai canoni per una band che è considerata indie e finisce sulle copertine di NME.
    Il loro primo disco mi era piaciuto all’inverosimile,al secondo avevo storto il naso.Questo mi ha lasciato a bocca aperta.
    Scusa il commento lunghissimo,ma quando si parla di bei dischi mi dilungo.

    Take care.
    Alessandro

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